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lacus fucinus.

Viscera subiectae flumen devolvere aquarum.[1]
Ergo fossores properant, camerisque cavernas
Suffulcit structor, centumque agitata lacertis
Accipit et laticem vomit oribus antlia centum.
Nec vero putribus manantibus undique terris 210
Imbre minax Neptunus abest, velut usque renascens
Verticibus sectis meuendae bellua Lernae.
Cura subit munire lacum, immanique superne
Obiice saxorum fluitantem arcere paludem
Ipso aditu, nam late oppleverat ostia limo
Amne superiecto, atque altis emerserat undit

  1. Galleria sotterranea scavata sotto l’acquedotto romano per dare scolo a immenso deposito di acque fermate da uno scoscendimento di terra e comunicanti col Lago. — A questa galleria, novissima maraviglia dell’idraulica moderna, servì di volta il pavimento dell’acquedotto di Claudio puntellato con una selva di grosse travi, al quale praticati dieci fori da potersi con un meccanismo aprire e chiudere istantaneamente, per mezzo di un gran tubo a sifone di ferro fuso, si potè effettuare in capo ad alquanti mesi lo scolo trasmettendo le acque nella parte già compita della galleria Torlonia.